OAPPC Udine

PROGETTO WATER WALL

DOMENICA 1 LUGLIO 2018

19.30 – 24.00

LIDO DI VENEZIA, EX. CASERMA PEPE

 

Nell’ambito del Summit Ideas In Action, Reform Refugee Response nella città di New York, il 22 Aprile scorso i prestigiosi ambienti della University of Law hanno ospitato l’intervento di due giovani architetti italiani, Ambra Chiaradia e Diana Paoluzzi, attivamente impegnati nel promuovere una concreta sostenibilità non solo ambientale ma anche economica e sociale degli interventi. In tale occasione il loro progetto “Water Wall” è stato premiato come vincitore unico del concorso internazionale Place and Displacement: A Marketplace in Refugee Settlements, selezionato tra oltre 340 proposte e 700 + partecipanti da un’autorevole giuria internazionale costituita da alcuni dei più influenti ed affermati architetti, professori, dirigenti di ONG e politici del mondo.
Il progetto “Water Wall” riguarda uno speciale muro che, raccogliendo l’acqua durante la stagione delle piogge, utilizza il sistema dell’Evaporative Cooling, letteralmente rinfrescamento evaporativo, per mantenere i cibi freschi e reperibili in luoghi fragili del mondo, e si propone come la matrice principale per la costruzione di un mercato alimentare in cui poter conservare, riciclare e vendere prodotti alimentari di qualità in contesti simili a quello del campo profughi di kakuma.
In luoghi vulnerabili come quello Keniota, i mercati possono svolgere un ruolo cruciale nel soddisfare le esigenze alimentari non coperte dagli Enti Umanitari. Tuttavia, come spesso accade in tali contesti, i mercati di cibi freschi quali frutta e verdura, essenziali per l’adeguato apporto di vitamine e micro-macro nutrienti nella dieta, non funzionano correttamente e non portano alcun beneficio alla popolazione locale, costituita perlopiù da un ingente numero di donne e bambini costretti costantemente a vivere in gravi condizioni di insicurezza alimentare.

L’evento lancerà la raccolta fondi legata alla realizzazione del progetto nel campo profughi di Kakuma, Kenya, ospitato e sostenuto della ong SAVIC, che lavora dal 2010 nel campo. Trattasi di uno speciale muro capace di mantenere i cibi freschi e reperibili senza l’impiego dell’energia elettrica.

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