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21 Aprile

Gentili colleghi,

da quando è iniziata l’emergenza epidemiologica è apparso chiaro che sarebbe stato necessario un ripensamento radicale dei nostri metodi di lavoro e delle modalità di gestione dei rapporti professionali.

La segreteria dell’ordine si è organizzata attuando due postazioni di telelavoro e, pur essendo costretti alla chiusura al pubblico, ha continuato a fornire tutti i servizi abituali. Per questo mi sento in dovere di ringraziare ancora una volta il nostro personale.

Abbiamo aggiornato costantemente il sito con ogni notizia ritenuta utile alla gestione di temi legati alla professione e sollecitato sui social una attiva comunicazione fra i colleghi.

I consigli si sono svolti regolarmente in modalità virtuale, sia a livello provinciale che regionale. Molto frequenti sono state le conference call con la delegazione regionale in un confronto serrato sulle azioni che il nostro consiglio nazionale sta svolgendo nei confronti delle azioni che il nostro governo sta ponendo in atto soprattutto in un’ ottica di aiuto alle libere professioni.

La crisi in atto ha posto finalmente in chiara evidenza alcune questioni sostanziali.

E’ necessario che il nostro Consiglio Nazionale sia in grado di costituire una cabina di regia per quanto riguarda i temi legati all’emergenza. Di fatto questo si è verificato. E’ auspicio ampiamente condiviso, che questo ruolo prosegua anche in occasione della ripresa, con un confronto costante ed efficace con la cosiddetta “base”. Le modalità di conferenza digitale hanno dimostrato grande efficacia in questo senso.

E’ necessaria una stretta collaborazione fra le categorie professionali che, solo in modo unitario, riescono ad incidere sulle decisioni della politica. Il CUP si è ampliato e ha finalmente iniziato una fattiva azione di confronto con i responsabili ministeriali.

Gli emendamenti proposti al DL 17/3/20 n.18 alla commissione bilancio sono stati tenuti in considerazione e costituiscono tuttora materia di discussione.

La Rete delle Professioni Tecniche è un tavolo di lavoro altrettanto efficace e sarà presto costituito anche a livello regionale.

E’ necessario che il confronto fra Consiglio Nazionale e Inarcassa, spesso non fruttuoso, sia stabile e ispirato alla più stretta collaborazione. E’ apparso chiaro che la grande maggioranza dei liberi professionisti è priva di quelli che in altro ambito si definirebbero ammortizzatori sociali. La costituzione di raggruppamenti o società va favorita anche attraverso i provvedimenti adottati da Inarcassa, ad esempio appare un ottimo strumento per attivare risorse imprenditoriali il fido fino a 50.000 per gli studi professionali.

Per quanto riguarda la normativa sui LLPP, non possiamo che apprezzare le 10 proposte del CNA , che potrebbero essere affiancate da norme regionali tese a una semplificazione delle procedure di affidamento. Abbiamo offerto agli organi regionali piena disponibilità ad esaminare congiuntamente i dettagli.

In generale è opinione diffusa che il Codice Appalti è fortemente indirizzato all’aspetto corruttivo, a scapito di una operatività molto bassa e ad un aumento spropositato di adempimenti “burocratici”.

Per l’edilizia privata abbiamo inteso proporre modelli di semplificazione che partano da ciò che stiamo sperimentando e che diventino operativi e prescrittivi per le PA in tempi brevi.

Esiste anche la necessità che i lavori “non pubblici” siano sostenuti il più possibile perché corrispondono alla quotidiana attività dei nostri studi professionali (nella misura di quasi il 90% del fatturato). Quindi proponiamo di chiedere il mantenimento e rafforzamento dei Bonus per un periodo di tempo maggiore all’attuale affinché chi debba investire sia certo delle norme di riferimento per un periodo corrispondente almeno a quello dell’attività edilizia.

Il nostro Consiglio Nazionale ha scelto di recedere da alcuni progetto di carattere che si può definire culturale per esprimere ogni sforzo in proposte di breve periodo necessarie a rendere più dinamico il settore e produrre nell’immediato occasioni di reddito per la categoria. Come sapete sul tavolo è presente l’ipotesi di un nuovo Ordinamento che, pur oggetto tuttora di discussione, troverà attuazione con tempi molto più lunghi rispetto alle previsioni.

Si è ripreso a discutere di reintroduzione dei minimi tariffari, specie a livello europeo, ma certo non sarà una possibilità del prossimo futuro.

La “primavera dell’architettura”, che comprendeva mostre, incontri e conferenze di alto livello, è stata naturalmente rimandata. Il programma aveva già raggiunto una definizione precisa ed è nostra precisa intenzione attuarlo nel corso del prossimo autunno.

Concludo esprimendo la sincera speranza che la situazione attuale renda evidente a tutti i colleghi che solo una forte coesione fra tutti noi ci permetterà di svolgere il ruolo fondamentale che la nostra disciplina dovrà esprimere nel ridisegnare luoghi nuovi per un nuovo inevitabile stile di vita. Ogni vostro aiuto e suggerimento è auspicabile e ben accetto.

Il Consiglio

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Data:
21 Aprile

Luogo

Udine, Udine 33100 Italia